Effetto Placebo Inesistente nelle Cure Omeopatiche per Animali

Inserito in Omeopatia

Effetto Placebo Inesistente nelle Cure Omeopatiche per Animali. Placebo e Omeopatia? niente di più FALSO! Lo provano animali e bambini curati omeopaticamente.. Sempre più assiduamente Operatori e Medici Olistici, utilizzano Omeopatia per Animali, per disporre di altre risorse terapeutiche.

 
Effetto Placebo Inesistente
 
Effetto Placebo Inesistente nelle Cure Omeopatiche per Animali
 
Sempre più persone oggi sanno tutto dei rimedi omeopatici e sul loro impiego. Tanta gente è ben istruita su questo trattamento naturale, che prima era ad appannaggio esclusivo di un’ èlite particolarmente colta e informata, ma che oggi si sta diffondendo come uno tsunami anche nell’ambito veterinario, portando alla luce la sciocchezza emerita del cosiddetto “Effetto Placebo” in relazione alle Cure Omeopatiche.
 
Fu Samuel Hahnemann medico tedesco che iniziò a curare le malattie, basandosi sul principio del Similia Similibus Curentur : il simile cura il simile.
Come è giusto che sia, l’Omeopatia dei tempi di Hahenemann si è evoluta. Sono nate numerose aziende, che oltre al cosiddetto rimedio unico, producono composti omeopatici e omotossicologici di qualità.
 
 
La BUFALA dell’ Effetto Placebo riguardo l’Omeopatia
Tuttavia c’è ancora qualcuno che rinuncia a curare omeopaticamente il suo Cane o il suo Gatto, condizionato dal luogo comune del cosiddetto “Effetto Placebo”, propinato alle persone poco informate mass-media dipendenti.

Ma il discorso del PLACEBO crolla inesorabilmente, quando si parla di Omeopatia per Animali e per Bambini. Infatti nè gli uni e nè gli altri sono consapevoli di assumere una sostanza curativa

Effetto Placebo Inesistente nelle Cure Omeopatiche per Animali. Perchè?

Affermare che animali è bambini abbiano coscienza del rimedio omeopatico che stanno assumendo, associandolo a benessere e guarigione, è DEMENZIALE.
Anzi.. tantissimi animali collegano la cura omeopatica ad un momento di paura e stress emotivo. Un disagio che può essere dovuto: all’ago della siringa che punge, piuttosto che a gocce alcoliche dal sapore sgradito, o somministrazioni orali di granuli e compresse. Che vivono come un atto invasivo e spiacevole. La medesima cosa accade per i bambini piccoli.
 
Il vero Effetto Placebo è di fatto un processo inconscio e non volontario, che passa attraverso la consapevolezza di una determinata situazione. Difatti le persone che sono consapevoli di assumere un rimedio omeopatico, potrebbero in teoria farsi influenzare e mettere in atto una “finta guarigione”.
Quindi la “conditio sine qua non” che possa aver luogo un Effetto Placebo, è che il soggetto sappia che sta assumendo una determinata sostanza.
 
Ma un animale non potrebbe in alcun modo diventare consapevole dell’esistenza di un rimedio con caratteristiche curative. Di conseguenza non potrebbe esserne condizionato. Al contrario, il momento della somministrazione omeopatica, attiva un fastidio più o meno intenso, che da un punto di vista di condizionamento psico/emotivo, dovrebbe peggiorare lo stato di salute.
Inoltre il cosiddetto Effetto Placebo sembra mediato da una sostanza detta “dopamina” (presente anche negli aimali), che è legata a meccanismi del piacere. Ma dato che le aree cerebrali coinvolte nei risultati dell’ Effetto Placebo sono quelle più ricche di recettori di questa sostanza, dovremmo assistere ad un Effetto Placebo in negativo.
Questo perchè la maggior parte degli animali ha gran paura ed estrema riluttanza ad assumere medicamenti anche se omeopatici. Un iniezione sottocutanea di un rimedio omeopatico diventa un momento angoscioso per tanti di loro. E’ come una sorta di punizione.
Addirittura capita anche che per trattare i GATTI bisogna attuare delle vere e proprie catture e tenerli fermi in due persone. Per cui, seguendo questa reltà, l’ Effetto Placebo negli Animali, sia che derivi da una sorta di addestramento o condizionamento, sia che derivi dalla produzione di dopamina, dovrebbe produrre un risultato di evidente peggioramento dei sintomi. Ma ovviamente non è così.
Ecco che quando si parla di Omeopatia per Animali crolla la credenza dell’Effetto Placebo.
 
 
Repertorizzazione del Rimedio Omeopatico per Animali
Oltre il falso mito dell’Effetto Placebo Inesistente in relazione alle cure omeopatiche, un altro luogo comune da sfatare, prolifera nell’abisso dell’ignoranza riguardo l’Omeopatia per Animali. E’ quello del rimedio curativo che viene scelto e prescritto, basandosi unicamente sulla personalità e sul carattere del malato.
Non è così !
 
Il rimedio omeopatico PERSONALIZZATO, si ricava principalmente attraverso l’analisi del quadro sintomatologico, dal contesto ambientale che influisce sullo stato emotivo e anche in parte da alcune peculiarità del carattere.
 
E’ ovvio e scontato che dovendo curare un animale, ci si basa principalmente sull’elemento clinico dei sintomi. Si considerano solo lateralmente le tendenze caratteriali ravvisabili in Cani e Gatti che vivono in famiglia a stretto contatto con l’uomo, ma impossibili da evidenziare, in un pollo o in una mucca da allevamento, che sono animali-meccanici totalmente alienati e spersonalizzati dalla condizione di prigionia in cui vivono, con assoluta mancanza di norme igieniche, ammassati in luoghi di detenzione, costretti crudelmente a produrre latte e carne ad uso e consumo umano, come delle macchine.

Un modo errato di pensare è che le cure omeopatiche siano lente ad agire

  

La rapidità d’azione, dipende dall’abilità e dall’esperienza pregressa del terapeuta nel sapersi giostrare tra la moltitudine di rimedi, dinamizzazioni e somministrazioni quotidiane, assemblaggio con altri prodotti e sopratutto cadenza ritmica delle assunzioni.
Inoltre il successo rapido del rimedio omeopatico è principalmente dovuto alla personalizzazione della cura che varia in base alla risposta individuale.

 
Sempre più medici e Operatori Olistici si stanno specializzando in Omeopatia e sempre più risposte positive si riscontrano nella pratica clinica. Si acquisisce dopo un lungo percorso di esperienza fatto di tante varianti che non vengono interiorizzate nelle scuole, ma solo con applicazioni continue sul campo.
Certamente se un animale ha una malattia grave e incurabile, non servirà a guarirlo né l’omeopatia e nemmeno un farmaco chimico tradizionale.
 
 
L’ Omeopatia è una disciplina assai complessa da studiare e da mettere in pratica, poiché la risposta ai rimedi, è personale.
Generalmente si inizia con un rimedio repertorizzato secondo il quadro dei sintomi ed alcune peculiarità dell’animale malato. Poi si osserva la risposta. Per questo fatto, il rapporto tra l’omeopata e il malato, è molto stretto e richiede un impegno notevole da parte del terapeuta, specie nelle prime fasi della terapia.
Tale dedizione al malato, è uno dei motivi per cui alcuni medici rinunciano a studiare l’Omeopatia .
 
I pericoli e i rischi che arrivano da effetti collaterali gravi, da intolleranze e da shock anafilattico, non si corrono con l’Omeopatia. Tuttavia bisogna sapere quando usare farmaci e quando omeopatici.

L’ Omeopatia è una metodologia di cura ben precisa e focalizzata, ed è utile ed efficace in determinate patologie, ma non in tutte

Così come un antibiotico NON cura le infiammazioni e un antinfiammatorio NON cura le infezioni, e né l’antibiotico e né l’antinfiammatorio curano la fibrillazione atriale… Un medicinale omeopatico NON cura tutto. Specialmente negli animali che hanno uno scarso senso dell’igiene, è spesso preferibile in caso di infezione, usare farmaci specie nelle fasi acute. Durante terapie farmacologiche, è tuttavia utile supportare l’organismo ad affrontare la tossicità di medicinali chimici, con drenanti omeopatici e omotossicologici.
Quando invece si parla di disturbi e malattie croniche, l’uso di rimedi omeopatici, diventa indispensabile.
 
 
Grazia Foti
Naturopata

 
 
www.gattocicovablog.it

 
 

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